giovedì 3 dicembre 2009

Farmindustria e Ministero: un conflitto in famiglia

Il Nostro ministro del Welfare si chiama Maurizio Sacconi.
Il viceministrio della Sanità Fazio, che tanto sentiamo parlare in questi giorni di Pandemia mediatica su tv e giornali, è alle dipendenze del Ministro del Welfare Sacconi. E' per questo che si chiama Viceministro.

[a sinistra una foto del Ministro del Welfare Sacconi]Quello che nessuno sa però è il nome della moglie del Ministro Sacconi; ella si chiama Enrica Giorgetti. Potreste pensare che di tal signora non ve ne può importare poi molto, ma il fatto è che dal  2005 Enrica Giorgetti è Direttore Generale di Farmindustria.
Non sapete che cos'è Farmindustria? Farmindustria è La Lobby delle lobby Farmaceutiche! E' il gruppo di interesse che raccoglie tutte le case farmaceutiche insieme.
Ecco  un gigantesco, enorme, aberrante caso di conflitto di interessi. Ecco la lobby completamente integrata nel Ministero i cui rappresentanti hanno deciso di spendere per noi, togliendoli dalle nostre tasche, centinaia di milioni di euro in vaccini inutili e dannosi per l'influenza A/H1N1, per trasferirli nelle tasche delle case farmaceutiche.



Questi soldi rimarranno alle case farmaceutiche anche se il vaccino non verrà utilizzato e quindi buttato nel cestino della spazzatura. Inoltre ricordiamo che si è deciso di spendere tutti questi soldi per un vaccino che ci dovrebbe proteggere da una influenza, la A, le cui il numero divittime si è rivelato estremamente basso, con un'incidenza pari allo 0,0048 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento dei decessi correlati alla normale influenza stagionale.

Ricordiamo che Farmindustria, unione di oltre 200 imprese del farmaco operanti in Italia, nazionali e a capitale estero, dovrebbe essere soggetta ai controlli del Ministero della Sanità.

[a destra una foto di Enrica Giorgetti, moglie del Ministro Sacconi]



Immaginiamo già che liti la sera a tavola tra il Ministro Sacconi, responsabile ultimo della Sanità, e la moglie Presidente Farmindustria!
Sacconi: "Guarda che ti controllo!!"
La moglie: "Oh Caro!Ma non ti ho mai tradito!"
Sacconi: "Ma io dicevo ti controllo la febbre! "
La moglie: "Ahh sii ho già pronti i vaccini me li compri?"


E dire che ce lo aveva detto NATURE, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, già nell'agosto del 2008, in un articolo dal titolo "PULITEVI LE MANI GRAZIE: Il governo italiano deve mantenere una certa distanza dalle industrie".
In questo articolo si diceva tra l'altro:"Per di più le connessioni tra i Ministeri della sanità e del welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette. Ad esempio, la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttrice generale di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi dell'industria farmaceutica. In realtà, il governo Berlusconi ha mostrato tendenze inquietanti nel consentire agli interessi industriali di acquisire influenza su agenzie dello Stato"

Comunque l'affare vaccini e la pressione delle lobby farmaceutiche non riguardano solo l'Italia, anche se la faccenda nel nostro paese è molto più degenerata e grottesca.
Da un articolo pubblicato su "cnrmedia" possiamo capire quale sia il giro di affari a livello mondiale:
“Una delle maggiori banche d’investimento mondiali, J. P. Morgan, ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano già prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi, per un valore di circa 4,3 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, si è aggiunta la Francia, con un ordine per 94 milioni di dosi e un assegno da 1 miliardo di euro. J. P. Morgan stima che, alla fine, ai 600 milioni di dosi già prenotate se ne sommeranno altri 350 milioni, per un’ulteriore fattura di oltre 2 miliardi e mezzo di dollari. A spartirsi questo imponente business dell’influenza suina è un ristretto gruppo di giganti dell’industria farmaceutica: GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca. Accanto ai vaccini antinfluenza ci sono, però, anche le medicine per chi, l’influenza, l’ha già presa. Anche qui, è Big Pharma a dominare il mercato. Il Tamiflu è della Roche, il Relenza ancora di GlaxoSmithKline. Secondo J. P. Morgan, Tamiflu e Relenza porteranno, rispettivamente a Roche e Glaxo vendite per 1,8 miliardi di dollari nei paesi ricchi, più 1,2 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Complessivamente, altri 3 miliardi di dollari. Fra vaccini e medicine, il rischio pandemia vale, per Big Pharma, circa 10 miliardi di dollari“.

Sotto vi riporto la traduzione dell'articolo di Nature:
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NATURE
6 Agosto 2008
Editoriale
PULITEVI LE MANI GRAZIE: Il governo italiano deve mantenere una certa distanza dalle industrie

Link all'articolo originale: http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7205/full/454667b.html

Quindici anni fa, al culminie in Italia della campagna anticorruzione "Mani Pulite", la polizia fece irruzione nella casa di Duilio Poggiolini, capo del comitato nazionale per la registrazione del farmaco, scoprendo dei lingotti d'oro sotto il suo pavimento. Risuonò per molti anni l'immagine dei lingotti lucenti - un simbolo perenne di un periodo in cui i funzionari del governo, compreso il Ministero della Salute, presero regolarmente tangenti dall'industria farmaceutica, per approvare i loro farmaci e fissare i loro prezzi.
Erano state prese le dovute misure per evitare che tale situazione si ripetesse nuovamente. Ma si è rivelato preoccupante che Nello Martini, farmacista senza nessuna associazione politica, sia stato rimosso dal nuovo governo Berlusconi da capo dell'AIFA, l'agenzia autonoma creata nel 2004 per registrare i farmaci e supervisionare il loro uso. Martini aveva effettuato con successo il compito di ridurre le spese per farmaci al 13% del bilancio complessivo della sanità. Ma questo fatto attirò le ire dell'industria. Solo poche settimane fa, i procuratori di Torino hanno accusato Martini di disastro colposo, di aver causato un disastro involontario, a causa dei ritardi burocratici nell'aggiornamento delle informazioni sugli effetti collaterali di pochi prodotti, anche se nessuno richiede più modifiche minori del testo vigente.
Martini è stato sostituito a metà del mese di luglio dal microbiologo Guido Rasi, membro del consiglio di amministrazione dell'AIFA, che è stato descritto dalla stampa italiana come vicino al partito di estrema destra Alleanza Nazionale, che fa parte della coalizione di governo di Berlusconi.
Ancora più preoccupante, il governo, che è entrato in carica a maggio, ha intenzione di ridurre il potere dell'AIFA, separando la determinazione del prezzo dei farmaci da considerazioni tecniche della loro efficacia, portando i prezzi nuovamente dentro il ministero della salute e del benessere.
In un momento in cui tutti i paesi stanno lottando per trovare un modo per pagare farmaci di nuova generazione enormemente costosi all'interno di budget limitati, questo ha poco senso. L'agenzia autonoma deve essere in grado di integrare tutte le informazioni tecniche ed economiche, se l'obiettivo dell'Italia è quello di far funzionare con  costo sostenibile il sistema sanitario
.
Per di più le connessioni tra i Ministeri della sanità e del Welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette. Ad esempio, la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttrice generale di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi dell'industria farmaceutica. In realtà, il governo Berlusconi ha mostrato tendenze inquietanti nel consentire agli interessi industriali di acquisire influenza su agenzie dello Stato. Poche settimane dopo il licenziamento di Martini, l'agenzia spaziale italiana è stata messa nelle mani di un commissario che è a capo della divisione spazio del gigante aerospaziale Finmeccanica. Il governo dovrebbe pensarci due volte se vuole davvero riaprire la porta che è stata volutamente chiusa dopo l'affare Poggiolini.
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LINK:
Link all'articolo di Nature:
http://www.nature.com/nature/journal/v454/n7205/full/454667b.html

Lin all'articolo di "cnrmedia":
http://www.cnrmedia.com/cronaca/newsid/4327/influenza-a-un-vaccino-da-10-miliardi.aspx


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