sabato 31 luglio 2010

Virus letali e "Terrorismo Mediatico"


Qui sotto c'è la prefazione di un libro tratta da un articolo del 2004….
C'erano già state l'emergenza Bse (Mucca pazza) e l'emergenza Antrace, più un emergenza vaiolo negli USA (senza NESSUN caso di vaiolo..), mi pare ci fosse già stata l'emergenza della SARS ma non ancora quella dell'Aviaria..
In questo articolo si parla di come la gran cassa dei media venga usata per trasformare minacce modeste o nulle in pandemie letali, inducendo i governi a spendere cifre esorbitanti per combattere il pericolo del momento, anche quand'esso è irrisorio, mentre emergenze ben più gravi che scatenano ogni anno migliaia di morti e che sarebbero magari facilmente risolvibili passano sotto silenzio poiché i media non ne parlano.
I morti da BSE nel mondo sono stati meno di 120, e non è nemmeno accertato che la carne ne fosse responsabile (ciononostante le mucche dovrebbero essere alimentate con fieno e cereali, non con carne di mucca in polvere! E ciò lo capirebbero tutti tranne chi ha interessi economici enormi come i grandi produttori di carne che sostengono quell'orrore chiamato allevamento intensivo); i casi di antrace SoSPETTI furono 22 e quelli di vaiolo ZERO..mentre ogni anno in Italia muoiono 5000 persone per infezioni ospedaliere (evitabili  in maggioranza con ospedali costruiti meglio e maggior igiene), altri 320mila (sempre nella sola Italia) muoiono per effetti avversi da farmaci (effetti avversi che spesso le case farmaceutiche conoscono da prima della commercializzazione ma tengono nascosti per fare profitti) e quasi 79mila muoiono per diagnosi errate o in ritardo..
Ora con l'Influenza Suina si sta ripetendo la stessa storia già vista in questi casi (ma anche per SARS e Influenza Aviaria: entrambe malattie che hanno dato un numero tutto sommato esiguo di morti e in condizioni particolari): i morti per Influenza Suina sono meno di 7mila in tutto il mondo e in Italia siamo a meno di 100 (l'ultimo dato ad oggi è 68, con almeno 66 casi in cui i pazienti erano già affetti da gravissime patologie pregresse)..mentre ogni anno in Italia muoiono almeno 8000, 8mila persone di Influenza Stagionale (anch'esse nella stragrande maggioranza con gravi patologie preesistenti)!
Non c'è nessuna letale pandemia in atto!
C'è solo un virus influenzale mutato, come ogni anno i virus influenzali mutano: si tratta di un virus molto contagioso ma poco letale, e ciò non giustifica le misure straordinarie messe in atto e le esorbitanti spese effettuate dai governi per comprare antivirali poco efficaci e con grossi effetti collaterali (ad esempio nei bambini possono portare a crisi psicotica con autolesionismo) e vaccini praticamente non testati (e quindi di efficacia e sicurezza NON provate) e pieni di eccipienti tossici. Tutto ciò viene comprato con i nostri soldi, naturalmente…
Se i telegiornali mettessero in prima pagina ogni anno le morti da banale influenza stagionale non si parlerebbe d'altro, figurati per quelle da errori medici o infezioni ospedaliere!
Non abbiamo inparato nulla dal passato?
Quale sarà la prossima emergenza sanitaria globale? Una febbre del gatto siamese?
Non facciamoci abbindolare dai titoloni dei giornali: ripensiamo alla mucca pazza (che ci ha fatto rinunciare per anni alla Fiorentina, nostro orgoglio nazionale e grande introito turistico), alla SARS (anche allora c'erano le immagini nei TG con città invase da mascherine..) o dall'Influenza Aviaria (che doveva mutare per diventare una pandemia globale letale e invece ha solo mandato sul lastrico i piccoli allevatori di polli facendo rimanere sul mercato soprattutto quegli stessi grossi stabilimenti che in oriente avevano provocato la malattia grazie alle pessime condizioni in cui tenevano i poveri volatili)…
Non facciamoci fare fessi per l'ennesima volta!
Lasciamo che i TERRORISTI MEDIATICI facciano i loro proclami, ma smettiamo di credergli e pretendiamo che i governi non spendano i nostri soldi per seguire l'ennesima bufala mediatica o per ingrassare le case farmaceutiche, ma per proteggere noi cittadini dalle vere minacce alla nostra salute.
Buona lettura:
…………………………………………………………………..

Prefazione del libro:
"Virus letali e terrorismo mediatico"
Claudia Benatti
La salute è un bene prezioso, il più prezioso; soprattutto quando ciascuno di noi pensa anche ai propri figli, al modo migliore per proteggerli. Le paure maggiori, le insicurezze più diffuse riguardano proprio la salute: ciò che ci potrebbe accadere se qualche malattia o "accidente" ci minacciasse. Ebbene, profittare di questa insicurezza, di questo atavico bisogno di certezze non è etico; chi usa la fragilità dell'essere umano davanti alla malattia lo fa spesso consapevolmente e con l'obiettivo di imporre a quell'essere umano la propria verità, che non è detto collimi con l'interesse della persona stessa. Chi usa la nostra fragilità di fronte alla malattia, magari amplificandola o guidandola, lo fa spesso con l'intento di utilizzare la nostra paura come strumento di potere e di controllo, per proporsi come guida, unica guida. E oggi, sempre più spesso, ad amplificare e guidare le nostre paure sono politici, istituzioni (sanitarie e non), governi che utilizzano con pochi scrupoli quella formidabile cassa di risonanza costituita dai mass-media, termine che nel suo senso letterale significa appunto: "mezzi di comunicazione di massa". E proprio grazie ai mass-media si creano, spesso ad arte, ansia, paura, angoscia, panico, in una scala d'intensità proporzionale solo all'obiettivo verso cui queste paure sono finalizzate.
Spesso grazie ai mass-media nascono false emergenze, oppure vengono dilatati oltremodo, fino a dar loro connotati di emergenza, accadimenti e realtà che hanno dimensioni estremamente limitate. E su questi, e non su altri, si concentra l'attenzione totale di tutti. Pensiamo, per esempio, all'allarme mondiale scatenato dalla scoperta di alcuni casi di variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, quello che è stato chiamato (pur senza alcuna certezza) la variante umana della Bse, cioè l'encefalopatia spongiforme che colpisce i bovini. I casi sono stati poche decine; cosi pochi da non poterci nemmeno trarre una percentuale significativa. Eppure tutto il mondo si è mosso, il panico ha travolto tutti, ha modificato le nostre abitudini alimentari, ha indotto i governi ad investire cifre enormi in procedure di controllo che hanno mostrato da subito di essere soltanto un palliativo. Milioni e milioni di persone hanno mangiato carne bovina negli ultimi 40 anni; ma solo pochissime persone si sono ammalate. Per di più non c'e alcuna certezza sul fatto che la malattia venga trasmessa da un prione che passa all'uomo attraverso la carne bovina. L'epidemiologo inglese George Venters sul British Medical Journal ha sostenuto che non esistono prove dirette che quel prione sia infettivo per l'uomo. Giorgio Poli, preside della facoltà di medicina veterinaria dell'Università di Milano, è certo che non si possa escludere che la variante umana della Bse sia legata ad altri eventi che nulla c'entrano con la carne. L'articolo scientifico di Venters fa notare che non solo l'ingestione non sarebbe una valida via di trasmissione dei prioni, ma che il numero dei casi di malattia conclamata è nettamente inferiore a quello che ci si aspetterebbe da una malattia di origine alimentare. Paola Dall'Ara del Dipartimento patologia animale dell'Università di Milano ha decretato inoltre il fallimento del tentativo di infettare con il prione della mucca pazza dei topi transgenici che esprimevano la proteina prionica umana.
Quindi, per ponderare bene occorre per un attimo lasciare da parte la percezione emotiva della gravità di quella malattia e chiedersi quale sia la possibilità realistica di contrarla e quale sia la reale causa: possibilità pressoché nulla e causa finora sconosciuta. Ma per mesi, e forse per anni, la Bse e la sua variante umana popoleranno i nostri incubi e influenzeranno le nostre scelte.
Un altro esempio di incubo prodotto artificiosamente è quello relativo alla minaccia di un uso improprio di virus e batteri letali sulla popolazione da parte di un nemico invisibile, proprio ciò di cui si tratta in questo libro. Nel 2001 è scattato un allarme planetario per l'antrace, malattia che può avere sintomi cutanei o respiratori, che veniva definita "arma biologica dei terroristi" e a causa della quale si è stati a un passo dal dare per certa una catastrofe. I casi sospetti di antrace nel 2001 sono stati 22 (solo in parte comprovati e accertati) in tutti gli Stati Uniti, su un totale di circa 300 milioni di abitanti; nessun altro nel mondo. Eppure i governi hanno speso cifre esorbitanti per questa emergenza, fino a prova contraria soltanto presunta. II New York Times, verso la fine del maggio 2002, riporta la notizia dell'approvazione all'unanimità da parte del senato americano della "legge antiterrorismo", che ha stanziato 4,6 bilioni di dollari per l'acquisto e lo stoccaggio di farmaci e vaccini, per incentivare le ispezioni sui cibi e rafforzare la vigilanza sull'acqua. Dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York, nel settembre 2001, è scattato anche l'allarme vaiolo; i governi hanno spesso milioni di dollari per far scorta di vaccino antivaioloso, ma nemmeno 1 caso al mondo di malattia si è verificato.
Si può dunque ritenere giustificato tale spostamento di mezzi e risorse a fronte di fenomeni che hanno ricadute concrete cosi contenute? Le spese non dovrebbero essere proporzionate alle dimensioni del problema che si cerca di risolvere? Evidentemente non è cosi. Infatti per altre emergenze (reali, ampie, concrete, sconcertanti) non si dice nulla e si fa pochissimo. Un esempio ce lo forniscono i dati sulle infezioni che i pazienti contraggono negli ospedali a causa della scarsa igiene e della eccessiva promiscuità: 5000 ogni anno in Italia, un numero esorbitante. Ma di questo nessuno parla, se non raramente. Ne tanto meno viene ritenuta un'emergenza per la quale stanziare fondi straordinari. Altra reale emergenza è costituita dai pazienti che, una volta ricoverati in ospedale, sono vittime di errori medici o di eventi avversi causati da farmaci. Una stima de "Il Sole 24 Ore" afferma che su 8 milioni di ricoveri ogni anno in Italia le "vittime" di errori medici o malattie indotte da farmaci sono 320.000, cioè 1 ogni 25. I pazienti che muoiono a causa della cattiva organizzazione delle strutture sanitarie sono da 14.000 a 50.000 ogni anno. Sempre secondo Il Sole 24 Ore, nel 1998 i morti a causa di ritardi nelle cure e diagnosi sbagliate sono stati 78.974. Ma anche su questo non si dice nulla né si spende con particolare straordinarietà.



·         Casi Bse (in tutto il mondo, nhegli anni): 120;
·         Casi di Antrace sospetti (2001): 22;
·         Casi di Vaiolo nel mondo (2001): 0;
·         Infezioni Ospedaliere (ogni anno in Italia): 5000 circa (5mila);
·         Morti per errori medici in eventi avversi da farmaci (ogni anno, in Italia): 320000 (320mila!!!);
·         Morti per diagnosi errata o ritardi nelle cure (dato del 1998): 78974 (quasi 79mila persone!!).

Da questi dati si può partire dunque con una riflessione. Occorre tenere sempre a mente che, se si vuole comprendere, è necessario andare oltre le apparenze, bisogna ragionare e ponderare senza lasciarsi mai trascinare dal panico collettivo e senza farsi guidare dall'angoscia generata dall'allarmismo.
Questo libro ha quest'intento: riflettere sulle paure scatenate dalle minacce di attacchi alla popolazione mondiale con virus e batteri letali. E verificare se quelle paure hanno un fondamento oppure ne sono prive
…………………………………………
Suina o Bufala?
Questo è il problema…

Nessun commento: